L’amor che move il sole e l’altre stelle

L’amor che move il sole e l’altre stelle

L’AMOR CHE MOVE IL SOLE E L’ALTRE STELLE

La Storia

La mia storia cammina perché è una storia che parla semplicemente di amore, amore che continuerà nel tempo, oltre ogni cosa. L’amore che lega con il suo filo rosso me e Nicola; l’amore che racconta che ci siamo scelti e abbiamo deciso di affrontare insieme i giorni di sole, le nuvole e anche i temporali, ma sempre insieme; l’amore dal quale è nata la nostra Margherita.

Annamaria Fasano

Un po’ di me
Ciao, sono Annamaria, ho 32 anni e abito a Caselle in Pittari da 3, cioè da quando mi sono sposata con Nicola, perché le mie radici stanno a Ciolandrea, a San Giovanni a Piro.

Perché iniziare con l’ultimo verso del Paradiso e della Divina Commedia di Dante Alighieri? Perché credo fermamente che tutto si muova grazie all’amore, che sia per un compagno, per i figli, per uno sport, per il proprio lavoro o qualsiasi forma di amore che ti fa trovare la forza ogni giorno per affrontare la vita.
L’idea nasce dall’amore che muove tutto questo dono speciale per la piccola​ Margherita, per me e per mio marito Nicola in occasione del primo compleanno della nostra bimba.​

Si dice che quando nasce un bambino nascono anche una mamma e un papà, ed è per questo che ho scelto di farci questo regalo, perché Margherita ci ha regalato una seconda vita.

Io e Nicola ci siamo conosciuti circa 15 anni fa, quando lui è arrivato nella mia classe alle superiori, ma stiamo insieme da quasi 7 anni, per la precisione il 2 novembre sono 7 anni, che data particolare, forse dovevo capire tutto da lì.

La nostra storia non è stata sempre facile, anzi, è iniziata molto male ed è iniziata per caso,​ ho avuto la caparbietà di stare ad aspettarlo per quasi un anno prima che il nostro rapporto partisse per bene, il fatto è che Nicola mi aveva colpito dal primo giorno, quando arrivò in classe e esordì con una scena di uno sketch di Alessandro Siani tratto da “l’ultima cena”.
Mio marito è una persona che ha un mondo dentro di sè che non lascia scoprire da nessuno e che nasconde dietro il suo carattere forte e le sue risate.

Ci siamo sposati 3 anni fa e da allora ho deciso di seguire Nicola in giro nei suoi viaggi: partivo con lui 3 settimane al mese e lo assistevo nel lavoro qui a casa. Perché lo facevo? Perché come ho detto prima per me l’amore muove tutto. Sì, l’ho fatto per amore, perché odio la lontananza, per passare più tempo possibile insieme a lui, per vedere da vicino il suo lavoro, dal qualche ho capito molte cose, per viverci. E un po’ anche perché la lontananza l’ho già vissuta perché ho un papà che fa il camionista da circa 27 anni (io ne ho 32), un papà che partiva la mattina o la notte o in qualsiasi momento arrivasse la telefonata e tornava chissà quando, a volte dopo 30-40 o più giorni.​ Non esistevano Natale, né compleanni, né recite. Del resto il lavoro è lavoro, mio padre l’ha fatto per la famiglia ed è grazie a lui se io, mia madre e mia sorella abbiamo quello che abbiamo oggi. Il primo a soffrirne, in silenzio e da solo, era lui.

Nicola per fortuna fa un altro tipo di lavoro, sta fuori ogni settimana per 5 o 6 giorni, dopo di che torna e sta a casa 2 o 3 giorni prima di ripartire e una settimana al mese si ferma.
Ho scelto di aiutarlo in quello che fa non solo per stargli vicino, ma perché Nicola ama il suo lavoro, lo vedo soddisfatto e fiero quando riesce a far felici i suoi clienti e per me questo è una cosa grande.

Tutto questo prima che un anno fa arrivasse lei, Margherita, e con lei la nostra vita ha subito una scossa, è cambiata totalmente.
Ora lavoriamo insieme da casa quando Nicola è qua, mentre quando lui parte io un pò lavoro per lui da casa e un po’ tanto faccio la mamma.

La nostra Margherita è un amore che non si può spiegare a parole, è quell’arcobaleno che ti appare nei giorni di pioggia, è quell’uragano che ti travolge e tu sei felice di farti trasportare, è quel filo che anche se siamo lontani fisicamente tiene me e Nicola uniti nell’amore e che ci fa sopportare la lontananza.

Ho voluto regalare queste #scarpescritte a noi tre perché è un regalo unico e particolare che nonostante la lontananza ci terrà sempre insieme, perché le scarpe sono la base per poter uscire di casa e andare a vivere la vita e perché volevo ringraziare Nicola e Margherita per il fatto che mi riempieno il cuore con qualcosa che rimanesse per sempre.

Auguro a Nicola di avere sempre la forza per affrontare la vita e per perseguire suoi obiettivi. Gli auguro tempo, ma non per affrettarsi a correre, tempo per essere contento.

Auguro a Margherita di essere serena e di vivere la vita sempre sorridendo e avendo rispetto per te stessa e per gli altri, perché in questo modo potrà affrontare qualsiasi cosa la vita le darà, in qualsiasi parte del mondo vorrà camminare.

Con tutto l’amore che ho, grazie, da parte di “mamma” Annamaria.

lamiastoria@scritte.blog