Io sono l’uragano

Io sono l’uragano

IO SONO L’URAGANO

La Storia

Con i miei passi ripercorro ogni giorno tutto quello che mi è stato insegnato e tutto quello
che con gli occhi ho rubato.
Spero di lasciare orme visibili per dare una guida ai miei figli, che sono e saranno figli del mondo.

Laura Tripari

 

Un po’ di me
Ciao, sono Laura, ho 36 anni e ho l’onore di essere la mamma di due splendidi ragazzi che amo alla follia. Mi piace un sacco stare in mezzo alla gente e interfacciarmi con quante più persone possibili.

Sin da ragazzina ho dovuto fare i conti con cosa volesse dire avere la consapevolezza della realtà. Come per molti, anche la mia vita è stata un continuo sali scendi, un poco come le montagne russe.

Ho sempre cercato di percorrere la mia strada sapendo che avrei incontrato tante difficoltà ma anche tante cose belle. I miei due bambini sono una di queste cose meravigliose che la vita mi ha donato.

Ho sempre avuto in testa grandi cose per me, perché ogni giorno ho sempre cercato di essere la versione migliore di me stessa. Ci sono dei giorni in cui ci riesco e dei giorni in cui non ci riesco. Ma non mi abbatto mai, vado avanti sempre e comunque.

Perché? Perché lo devo a me stessa e lo devo ai due uomini che un giorno percorreranno senza di me la loro strada, mentre io non potrò far altro che guardarli da lontano e augurarmi di aver fatto un buon lavoro.

Cosa vorrei un giorno? Che i miei figli di me dicessero “che mamma in gamba che abbiamo avuto!”

Nulla ci viene regalato, penso che tutti abbiamo la consapevolezza di questo; il segreto secondo me è l’umiltà, non pensare che tutto ci sia dovuto, guadagnarsi le cose essendo sempre delle persone vere e sincere, soprattutto avere il rispetto sempre e comunque delle persone che incontriamo sul nostro percorso, perché nulla accade per caso. Se la vita ha deciso di far incrociare la nostra strada con quella di un altro essere umano vuol dire che un motivo c’è.

Mi sento di paragonarmi a una spugna, cerco sempre e comunque di prendere quanto più possibile da chi ho di fronte, per far si che quella persona resti sempre viva nella mia memoria anche se un giorno non sarà più nella mia vita.

Ho bisogno di stabilire un legame, un qualcosa che mi rimanga nel cuore sempre e comunque.

Avete presente quei diamanti che vengono scartati perché hanno un difetto e non vanno bene, perché non sono uguali agli altri? Questa sono io.

Per me è importante essere unici, anche con le nostre imperfezioni, non pensare mai che per essere apprezzati si debba essere per forza uguali agli altri. Pochi lo riconoscono, ma la maggior parte delle persone fanno di tutto per sembrare perfetti e compiacere agli altri.

Io invece non sono così, sono come i salmoni che viaggiano contro corrente, quando parlo lo faccio sempre sapendo che devo assumermi la responsabilità di quello che dico. Non dirò mai nulla per compiacere chi ho di fronte.

Ho un tatuaggio sulla mia pelle che a chi non mi conosce potrebbe far pensare che sono una donna molto presuntuosa, invece non lo sono affatto, non lo sono mai stata per fortuna, la frase è di una poetessa spagnola, eccola:
Le dissero: Non sarai in grado di sopportare l’uragano.
E lei rispose: Io sono l’uragano.

Ho dovuto, devo e dovrò essere sempre un uragano. Se cado non posso permettermi di non avere la forza di rialzarmi. Non perché non ho bisogno di nessuno, anzi, ma perché devo sentirmi in linea con me stessa.
Del resto se non sto bene io o non ho la forza di reagire, come faccio ad aiutare gli altri? Come si dice? “Non scalare la montagna per farti vedere dal mondo, ma perché tu possa vedere il mondo.”

La mia storia cammina perché la prima azione che compiamo la mattina è quella di mettere i piedi a terra, tutto comincia da lì. Cosa deve fare una quercia, per essere bella e possente? Deve avere radici solide e ben piantate nel terreno per poter affrontare la sua vita. Non a caso un altro mio tatuaggio è proprio una quercia che ha nelle radici il nome della mia mamma e del mio papà e nei rami quelli dei mie figli, Attilio e Andrea.

Con la mia storia voglio arrivare al cuore di tutte quelle persone che dicono a se stesse e agli altri “Non c’è la faccio più!”, “Io non posso farcela!”, “Come farò?”.

Come può pensare un essere umano di non farcela?
È vero, ci sono giorni in cui ci sentiremo persi, giorni in cui il cuore sembrerà lacerarsi, giorni in cui gli occhi saranno troppo stanchi per affrontare un nuovo giorno, ma è proprio in quei giorni, più degli altri giorni, che si deve tener ben focalizzato il proprio obbiettivo.

Una mia amica, Valentina, mi ripete spesso che bisogna saper insistere e persistere se vogliamo conquistare una meta. Io la penso come lei, e intendo vivere ogni giorno per dimostrarlo. 

lamiastoria@scritte.blog