Questa è la mia strada perché

Questa è la mia strada perché

QUESTA È LA MIA STRADA PERCHÈ

La Storia

Ho scritto questa scarpa che è la STORIA-052 del progetto Scritte per riflettere sulla mia strada. Quella percorsa, quella che sto percorrendo, quelle che forse percorrerò.

Giuseppe Jepis Rivello

Un po’ di me
Ho 33 anni e sono un artigiano al servizio delle Storie. Vivo con la mia famiglia nel Cilento, a Caselle in Pittari, dove ho creato Jepis Bottega.  Creo e realizzo contenuti per innovare, immaginare nuovi scenari, raccontare idee e storie delle piccole imprese, progetti culturali e sociali.

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Questa è la mia strada perché
La vedo,
Ci credo,
Mi porta a casa,
Mi porta lontano,
La percorro con gli altri,
La percorro da solo,
Ci trovo vita.

La pratica di scrittura del progetto Scritte mi entusiasma perché mi permette di tatuare, sulle scarpe che porto ai piedi, in un certo periodo della mia vita, un concetto, delle domande, delle riflessioni, che veramente accompagnano il cammino di tutti i giorni.
giuseppe jepis rivello

Caro Mastru, negli ultimi anni stiamo assistendo ad un interessante lavoro di recupero di storie, pezzi di narrazioni di comunità, registrazioni di memorie che senza l’intervento di giovani (o diversamente giovani) storyteller, fotografi e videomaker andrebbero perduti per sempre. Ne conosco alcuni che in ogni angolo d’italia si stanno prodigando in questa opera. Ti sarà capitato di vedere interviste a persone più o meno in là con gli anni che raccontano un pezzo della loro vita o delle vicende storiche vissute. Quello che mi affascina di tutto questo “raccogliere” è non solo l’opera di salvaguardia della memoria che molti giovani hanno attivato, ma anche la restituzione di queste memorie nei territori.

Lo zaino pieno di storie, lo sguardo in avanti e la matita in mano

lamiastoria@scritte.blog

 

I tuoi passi mi hanno insegnato

I tuoi passi mi hanno insegnato

I TUOI PASSI
MI HANNO INSEGNATO

La Storia

Questa storia cammina sui passi di mio padre Michele, sono passi che mi hanno insegnato il lavoro, il rispetto, la bellezza e l’importanza di cercare sempre nuove strade.

Giuseppe Jepis Rivello

 

Caro Papà,
questo è un pezzo della scarpa che ho immaginato per te,  mentre ci ho inciso sopra le mie parole ho fatto un viaggio e lo voglio condividere con te.
Mi è tornato in mente che passavo i miei pomeriggi, le mie estati, tra la pelle delle tue trance da taglio, e delle macchine da cucire, prendevo i pezzettini e li ritagliavo, li mettevo insieme, ci giocavo, incollavo i topponi e amavo segnare i pezzi di pelle con la penna.

Già, passavo interi pomeriggi a segnare i pezzi di pelle che tu tagliavi, li scrivevo seguendo il bordino della guida. A pensarci bene, ci scrivevo già sulla pelle, fin da piccolo.
Guardando questo pezzo di pelle, sognato e scritto per te Papà penso che nulla è a caso, tutto va e tutto torna.
Oggi scrivo storie, immagino mondi, provo a orientare delle cose belle, ma da poco ho trovato il modo per tornare a scrivere sulla pelle con Scritte
Lo faccio in un modo diverso da come mi insegnavi tu da piccolo, ma lo faccio a modo mio.
Dove accadeva tutto questo? Dove oggi vive la mia Bottega. 
È splendido essere tornato nel mondo delle scarpe unendo la storia che tu hai iniziato a mettere tra le mie mani e la storia che alimenta il mio amore per Margherita.
Sulla tua scarpa troverai scritto:

I tuoi passi mi hanno insegnato
Crea Racconta Ricrea

I tuoi passi mi hanno indicato la strada e continuano a farlo,
i tuoi passi mi hanno insegnato il rispetto,
i tuoi passi mi hanno insegnato il lavoro,
i tuoi passi mi hanno insegnato a correre,
i tuoi passi mi hanno insegnato a fermarmi,
i tuoi passi mi hanno insegnato nuove strade,
i tuoi passi mi hanno permesso di studiare,
i tuoi passi mi permettono ancora di studiare,
i tuoi passi hanno fatto la mia bottega prima che lei esistesse,
i tuoi passi mi hanno permesso di rimanere nella mia terra,
i tuoi passi mi permettono di uscire dalla mia terra,
i tuoi passi mi hanno permesso di imparare dalle storie,
i tuoi passi mi hanno ispirato storie,
i tuoi passi mi hanno fatto pensare di scrivere sulle scarpe,
senza i tuoi passi non avrei Scritto e oggi non avremmo Scritte,
senza i tuoi passi io non potrei Creare, Raccontare e Ricreare.
Grazie Papà.

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lamiastoria@scritte.blog