Questa è casa tua

Questa è casa tua

QUESTA È CASA TUA

La Storia

Una storia che cammina e una storia in spalla per raccontare una vita, la mia vita, e raccontare un sogno, il mio sogno, quello di fare il pane.
Questa è casa tua perché
chiunque arriva in panetteria si deve sentire come a casa. Vendere il pane viene dopo, prima c’è il bisogno di scambiare sorrisi e umanità.

Domenico Rosso

Un po’ di me
Ciao, sono Domenico, filosofo del pane. Sono nato a Buonabitacolo, mi sono laureato a Salerno e vivo a Madrid, dove ho creato due panetterie. Ho una figlia meravigliosa, Olivia.
Pandomè

Io sono Domenico.
Quello che cammina con lo zaino in spalla e le scarpe scritte. 
Quello che porta con sè il passato.
Quello che non dimentica gli errori, i ricordi e i rimpianti anche quando sono pesanti come sassi.
Quello che ha vinto la mediocrità e la comodità.
Quello che vuole fare grande la sua vita per alimentare la sua anima.

Io sono Domenico.
Quello cresciuto a pane e latte perchè non c’erano i soldi per comprare la Nutella.
Quello che amava guardava fare il pane e la salsiccia. 
Quello che ha visto crescere i broccoli tra le zolle faticose di una terra ricca ma senza stimoli per lui.
Quello che sognava di volare ma faceva fatica a camminare.

Io sono Domenico.
Quello che ha lasciato il lavoro comodo e lo stipendio scontato per iniziare un viaggio chiamato impresa con una mano davanti e una indietro.
Quello che con il pane ha fatto il miracolo della sua vita senza essere Gesù Cristo.
Quello che paga il biglietto agli sconosciuti senza chiedere nulla in cambio.
Quello che piangeva quando a fine giornata contava i soldi della cassa del suo piccolo panificio perchè quei biglietti e quelle monete erano vive, piene di sudore, sorrisi e soddisfazioni.
Quello che quando parla con una persona sconosciuta si fissa nelle sue scarpe.
Quello affascinato dai viaggiatori e dalle persone tranquille che sanno respirare.

Io sono Domenico.
Quello che alle tre di notte guarda i chili di massa di panettone che non sono andati a buon fine e piange prima di buttare tutto e ricominciare.
Quello che lavora 14 ore ogni giorno e quando arriva a casa trova la forza per stendere il bucato e buttare l’immondizia.
Quello che si addormenta sul pavimento.
Quello che pulisce il cesso del suo panificio.
Quello che gli basta sorridere o vedere il sorriso delle persone che gli sono accanto per essere felice.

Io sono Domenico.
Quello che porta la speranza, lo stimolo, la vittoria.
Quello che fa la rivoluzione ogni giorno come il pane.
Quello che non sputa nel piatto dove ha mangiato.
Quello che non vuole cambiare. 

Io sono Domenico.
Il mio regalo di vita.

lamiastoria@scritte.blog