Finis Amoris

Finis Amoris

FINIS AMORIS

La Storia

Questa storia racconta la famiglia Finamore, una famiglia dalle radici antiche, come testimoniano i documenti ufficiali, che la collocano alla fine del 1100.  

Domenico Finamore

1191. L’eredità di un cognome, un sigillo d’amore per il futuro.

La storia della famiglia Finamore è una testimonianza molto antica che affonda le radici, stando ai documenti ufficiali, intorno alla fine del 1100.

Un uomo il cui nome latinizzato è Finis Amoris compare come parte in un atto rogato a Genova il 3 settembre 1191. Dalle frasi contenute nei suddetti atti, si rileva che Finis Amor è al nominativo; il significato della parola è confine, terra, fondo, Amoris è genitivo, ne risulta: Terra dell’Amore.

Paolo Interiano, nel Ristretto delle historie genovesi del 1558, annovera i Finamore tra i più antichi abitanti di Genova. Il loro stemma è sormontato dalla corona di nobiluomo al di sotto della quale la notte e la morte, rapprentati dal teschio e dalle ali di pipistrello, nulla possono contro il cuore eternamente illuminato e acceso dalla fiamma.

I Finamore erano proprietari terrieri e mercanti ed abitavano una domus fortificata poco distante dalla città, ma è solo con le crociate e i diplomi imperiali del Barbarossa nel 1162 e di Enrico VI nel 1191 che Genova si afferma militarmente ed economicamente, toccando con i suoi traffici il Marocco, la Siria, Costantinopoli e l’Europa interna.

Da quel momento, possiamo leggere numerosi atti notarili relativi a Finis Amoris, addirittura a Famagosta nell’isola di Cipro nel 1301, o nel 1395 a Caffa la principale base genovese in Crimea, ma è solo agli inizi del 1600 che i miei avi si affacciarono tra il Principato di Salerno e Napoli commerciando cereali e frutta secca.

Ragioni commerciali, dunque, li spinsero ad insediarsi nella splendida e mitica terra del Cilento, ed esattamente come le ville patrizie dominavano l’insenatura genovese, allo stesso modo essi scelsero il crinale del colle di Rocchetta, a Roccagloriosa, per edificare il proprio palazzo e una cappella privata gentilizia, nell’anno 1638.

Il legame della mia famiglia con Caselle in Pittari risale invece agli inizi del 1900 quando Giuseppe Finamore sposa Antonia Maria Risoli, nata nel 1876 in Caselle.

Da quel preciso istante, il cognome dei Finamore si lega indissolubilmente alla storia di Caselle in Pittari, un cammino che a tutt’oggi li mostra uniti da rispetto reciproco, onore, empatia e volontà di condividere la visione di un futuro in cui la memoria storica dei Finis Amoris non sia solo un marmoreo fregio araldico, ma il sigillo di un rinnovato ed eterno sodalizio d’amore.

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