Le braccia sono le mie gambe

Le braccia sono le mie gambe

LE BRACCIA SONO
LE MIE GAMBE

La Storia

La mia storia cammina per gridare al mondo che anche quando la vita ci mette duramente alla prova dobbiamo reagire.

Michele Fiscina

 

La vita va vissuta sempre, anche quando accade qualcosa che ci stravolge la vita, che la modifica in profondità, come è successo a me con l’incidente in cui ho perso una gamba. Sì, anche di fronte a situazioni così dobbiamo avere la capacità di darci degli obiettivi e trovare la forza di reagire.

Personalmente prima dell’incidente, nella mia vita da uomo “normale”, non avevo fatto mai sport subito dopo ho voluto mettermi in gioco e cosi ho inziato a giocare prima a sitting volley, uno sport di gruppo dove mi sono confrontato con persone che avevano le mie stesse problematiche poi ho inziato a fare handbike, uno sport che invece è individuale.

Con il sitting volley ho imparato a stare insieme, a confrontarmi, a gioire e a piangere con l’aiuto di tutta la squadra. Con l’hand bike ho dovuto capire dove arrivavo da solo, con il supporto soltanto delle mie forze fisiche e mentali. Due sport molto differenti dunque, che però mi hanno insegnato entrambi a vivere e a convivere con la mia disabilità.

Quello che vorrei far capire a tutte le persone come me, in particolare a quelle del mio amato Cilento, è che anche se si è disabili si può fare tutto, per esempio uscire di casa e  mettersi in gioco, non solo nello sport ma in tutto ciò che la vita ci offre.
Come si dice dalle nostro parti, la vita è un morso e va vissuta appieno, in tutte le sue sfaccettature.

Alla classe politica invece vorrei dire invece che anche se molto è stato fatto c’è tantissimo ancora da fare, a partire dall’abbattimento di ogni tipo di barriera, da quelle fisiche e architettoniche a quelle psicologiche e mentali.

Da questo punto di vista, c’è molto da fare non solo per la politica ma anche per la società civile, insomma per noi cittadini, per le comunità, affinché tutti insieme si possano migliorare le condizioni di vita di noi disabili.

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lamiastoria@scritte.blog

 

La Scelta

La Scelta

LA SCELTA

La Storia

Il mio è il racconto di una scelta, di ciò che viene prima. La scelta che dà valore, senso e significato alla mia vita.  

Luca Rivello

 

Un po’ di me
Luca Rivello, classe ‘95. Cilentano, nella fattispecie Casellese. Alle scuole medie volevo fare l’attore, al Liceo un po’ meno. La matematica e il ragionamento logico sono alla base del mio pensiero. Poi l’Università mi ha fatto conoscere la mia direzione.
Amo la Juve e gli alberi fioriti, mi piace il cibo e soprattutto cucinare. Ho tanti sogni nel cassetto, tutti mezzi aperti e tutti in costruzione. Spero di realizzarne almeno qualcuno, ma di una cosa sono convinto: “il meglio deve ancora venire”.
https://www.instagram.com/luca.rivello/

 

 La storia che sto per raccontare esiste solo in parte, c’è ancora tanto da scrivere. Non ho un’idea precisa di ciò che intendo fare, di quello che mi piacerebbe incontrare lungo il percorso, e sono consapevole che ciò che si programma non sempre trova corrispondenza nella realtà. Di una cosa però sono certo, perché è la mia scelta: le carte che ho a disposizione per scrivere la mia storia me le giocherò tutte qui, nel luogo in cui sono nato, a Caselle in Pittari, nel Cilento. 

Che sgomento fare la conta dei coetanei e scoprire che sono più quelli andati via che i restanti. È davvero un processo inarrestabile? Noi abbiamo fatto qualcosa per rallentarlo o fermarlo?  Cosa stiamo facendo per invertire la rotta? Eppure di esempi ne abbiamo diversi sotto i nostri occhi.

Esistono persone che grazie alla loro dedizione e rischio hanno dimostrato che è possibile restare. Non senza sacrifici, sia chiaro, ma ciò è una condizione essenziale di chi vuole fare qualcosa in prima persone ed emergere. Per non parlare del contesto sociale.
Quanto ci mettiamo del nostro per armonizzare le nostre giornate extralavorative?
Ma se non parte da noi lo spirito di rivalsa, se non siamo noi stessi gli attori protagonisti di questi paesi, come possiamo pretendere che ritornino a prendere vita?
Ho avuto la fortuna di fondare una squadra di calcio, insieme ad un gruppo di ragazzi straordinari. Esempio del fare, senza grandi mezzi a disposizione, se non tanta volontà ed entusiasmo. Abbiamo creato un gruppo fantastico, bello da vivere e che ci permette di condividere momenti indescrivibili. Ma ciò è accaduto grazie alla condivisione delle idee, degli obiettivi, dei traguardi.

Condividere le idee, allenare costantemente il concetto di socializzazione dovrebbero essere concetti fondanti di una comunità.

Far diventare le passioni un ingrediente importante delle nostre vite, da poter condividere insieme agli altri, perché noi esseri umani siamo fatti per condividere emozioni e idee.

LA CITAZIONE
Fai ciò che puoi, con ciò che hai, dove sei.
F. D. Roosevelt

L’HASHTAG IDENTITARIO
#finoallafine

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