Sii il tuo perché

Sii il tuo perché

SII IL TUO PERCHÈ

La Storia

La mia storia cammina perché siamo reciprocamente il fuoco e il tizzone
che la alimenta.

Mattia Ippolito

Un po’ di me
Ho 21 anni e racconto di libri, storie e luoghi fantastici con la testa sempre altrove.

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Sii il tuo perché 

Credo che la mia storia cammini perché io sono lei e lei è me.

Vorrei che la mia storia insegnasse a vivere a pieno la vita che abbiamo, ambendo al più alto livello possibile e costituendo un modello da seguire per gli altri.

Vorrei che la mia storia arrivasse a chiunque abbia bisogno di un po’ di motivazione, di un perché a cui appellarsi nei momenti di sconforto.

Vorrei che continuasse ad arrivare e tornare da me per sempre.

Mattia Ippolito

I CAN DO ALL THINGS

REMEMBER WHY YOU STARTED

HERE FOR A GOOD TIME, NOT A LONG TIME

lamiastoria@scritte.blog

 

All things are ready if our minds be so

All things are ready if our minds be so

ALL THINGS ARE READY IF OUR MINDS BE SO

La Storia

Ho scritto questa storia che cammina perché penso che sarebbe bello venisse fuori il coraggio di essere sé stessi.

Davide Metitieri

Una delle mie passioni, faro della mia esistenza accademica e non, è William Shakespeare, e questo spiega il titolo della mia storia, da Henry V, che per la verità fino all’ultimo è stato in ballottaggio con una frase del Macbeth, Fair is foul and foul is fair.

In realtà la mia storia cammina su un doppio binario formato proprio da queste due citazioni, che metaforicamente si può tradurre così: 

Coraggio e resilienza. Evoluzione nell’affrontare le prove della vita, sin dalla tenera età, con anima guerriera;  ho perso mio padre, figura influente ed energica, quando avevo 15 anni.

Mente aperta e sensibile. È spesso attraverso percorsi tortuosi che si possono cogliere le sfumature poliedriche di persone ed esperienze, se non ci si ferma alla superficie ci si rende conto che nel bello c’è il brutto e nel brutto c’è il bello, e lo stesso accade con il buono e il cattivo, e il giusto e lo sbagliato. Detto in altro modo, mi piace pensare alla sensibilità come forza e non debolezza in un epoca individualista.

Penso che sarebbe bello che, soprattutto in questa epoca buia, il coraggio di “essere” se stessi, veri, fuori da convenzioni o utilitarismi divenisse pratica comune utile al progresso di una società che appare invece sempre più incatenata in finzioni funzionali.

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Quando la tua anima è pronta

Quando la tua anima è pronta

QUANDO LA TUA ANIMA È PRONTA

La Storia

La mia storia, la mia esperienza e il mio dolore voglio donarli a Sofia e Matilde e a tutte quelle coppie che hanno vissuto o stanno vivendo lo
stesso dolore che ho vissuto io.

Elena Ricciarelli

C’è una citazione che per me ha un significato non solo di rinascita ma di continua evoluzione delle emozioni e dell’anima umana, è tratta dall’Enrico V di William Shakespeare: Quando la tua anima è pronta lo sono anche le cose.
Perché ho scelto proprio questa frase? Perché la storia che porto sulle spalle è una storia di accettazione, di dolore, di coraggio e di rinascita.

Sei anni fa ho perso le mie due gemelle, una è nata morta, l’altra è morta dopo dieci giorni dalla nascita. Da quel momento si apre un periodo di tempo molto lungo dove ho imparato ad accettare la morte come parte stessa della vita, a convivere con un dolore profondo e lacerante per la perdita di due figlie.

Ci vuole coraggio per attraversare il dolore, per vedere il mondo con occhi diversi, per affondare e riemergere, per non trovare più quelle persone che fino al lutto si dichiaravano amiche e per trovarne altre che ti arricchiscono più delle vecchie conoscenze.

E così che rinasci, con un bagaglio pesante da portare sulle spalle, con qualche ruga e il fisico appesantito ma, almeno nel mio caso, con la meraviglia negli occhi, con una nuova voglia di viaggiare e di sognare perché in fondo la vita è dura ma ti regala grandi cose se solo le sai cogliere.

CITAZIONE
I tuoi figli non sono figli tuoi. Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.
Kahlil Gibran

 

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Di lavoro, amicizia e rispetto

Di lavoro, amicizia e rispetto

 DI LAVORO, AMICIZIA

E RISPETTO

La Storia

Questa storia è dedicata al mio amico
Giorgio Bortolotti.

Michele Rivello

Nelle nostre vite ci sono cose che cambiano e altre cose che invece no.

Cambiamo noi, cambiano le esperienze che facciamo, cambia la maturità e il modo con cui le affrontiamo, cambia il tempo che condividiamo con la famiglia, gli amici, le persone a cui vogliamo bene e tanto altro ancora.
Il senso di amicizia e di rispetto per alcune persone che incontriamo, e con le quali percorriamo tratti del nostro cammino, invece non cambieranno mai.

Persone come te, caro Giorgio, persone con le quali abbiamo condiviso e condividiamo i giorni e il lavoro, persone unite da un’amicizia e un rispetto profondi e discreti, di quelli che non confondono i piani, non travalicano i confini, e da questa distinzione trovano ulteriore spunto per radicarsi e rafforzarsi.

michele rivello

lamiastoria@scritte.blog

 

Lo zaino è il tuo bagaglio di vita

Lo zaino è il tuo bagaglio di vita

LO ZAINO È IL TUO BAGAGLIO DI VITA

La Storia

Questa borsa è stata pensata e realizzata per mio cognato  Vincenzo Scarfò. Per lui che è un esempio per il futuro, per lui che ha sempre fatto più del suo suo dovere, per il suo zaino così ricco di valori civili e militari.

Elia Fiscina

Un po’ di me
Ciao, sono Elia Fiscina, sono nata, cresciuta e vivo tutt’ora a San Miniato. Da qualche anno sono entrata a far parte dell’azienda “Misericordia”
e faccio l’autista di ambulanze e la soccorritrice.

Foto di Elia Fiscina

Caro Vincenzo, era il 19 marzo del 2002 quando per la prima volta prendevi il treno non consapevole al 100% di quale sarebbe stato il tuo futuro e il tuo destino; come ci hai sempre raccontato, arrivasti in un paese fantasma, dove non c’era quasi nessuno eccetto la caserma.

Questo primo periodo è stato davvero molto duro, fino a quando qualche mese dopo sei stato trasferito a Torino, dove hai trovato un nuovo mondo e persone che conoscevi.

A Torino hai avuto amici che per te erano e ancora oggi sono fratelli, nonostante la vita lavorativa vi abbia divisi vi sentite spesso e ogni volta sempre con la stessa gioia e stima. Nel luglio dello stesso anno hai conosciuto mia sorella Michela, con la quale avete creato una famiglia; da quel momento, ti abbiamo seguito in ogni tua esperienza.

Ti abbiamo sempre visto con uno zaino pronto ad andare in giro per l’Italia orgoglioso per la vita lavorativa che avevi intrapreso. 

In tutti questi anni hai partecipato a numerose esperienze, a volte anche fuori dall’Italia, con noi sempre fieri della tua carriera e del cappello con la penna che porti in testa sempre lì ad aspettarti.

Un momento che ci è rimasto nel cuore lo abbiamo vissuto nel novembre del 2015, quando sei partito per il Libano. Sono stati mesi assai difficili, ti chiamavamo in qualunque momento della giornata anche per rassicurare Michela, fino al tuo ritorno, il momento più bello, con in spalla il tuo bagaglio di sempre, solo più ricco, fiero e onorato della tua nuova esperienza.

lamiastoria@scritte.blog

 

Quando non ho più rosso metto del blu

Quando non ho più rosso metto del blu

QUANDO NON HO

PIÙ ROSSO METTO DEL BLU

La Storia

I miei passi in rosso. Rosso come il cuore che mi batte in petto, l’amore che metto nelle cose che penso e che faccio, la voglia di non fermarmi mai.
E quando non avrò più il rosso? Metterò il blu.
Il colore della serenità, della consapevolezza, dell’infinito.

Vincenzo Moretti

Un po’ di me
Vincenzo Moretti, sociologo e narratore.
Desidero quello che ho e continuo ad avere voglia di cambiare il mondo.
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Una storia in rosso.

Rosso come il sangue buttato da mio padre,
la forza e i sacrifici di mia madre,
il rispetto dei miei figli.

Come l’amore di Cinzia,
la matita della maestra Concetta,
i papaveri generosi.

Come il fuoco che forgia le parole,
le scintille del martello sul ferro,
il sole che si ritira la sera.

Come il lavoro che dà senso alla vita,
la sorpresa di un mazzo di rose,
la bellezza di un pomodoro maturo.

Come le bandiere appese ai balconi,
il desiderio che vince gli anni,
le ciliegie di giugno.

Come il bisogno di imparare sempre,
l’importanza di camminare ancora,
le guance di Nino che raccontano il vino.

Come il coraggio che ho avuto,
gli errori che ho commesso,
i capelli della ragazza in abito da sera.

Come il carattere che mi sono dato,
le rughe che ho incontrato,
il mio destino.

Quando non ho più rosso metto del blu.

vincenzo moretti

WHY, PERCHÈ, PECCHÈ
Le scarpe rosse le ho sempre desiderate e non ho mai avuto il coraggio di indossarle. Poi l’incontro con la frase di Picasso – Quando non ho più blu metto del rosso – e da lì Eliot e i vecchi che dovrebbero essere esploratori. 
Quando non ho più rosso metto del blu nasce così. Poi la scelta della pelle e del fondo con Margherita, le frasi da incidere, l’emozione delle prime foto, la mia piccola storia in versi.
Scarpe rosse. Come la passione con cui vivo i miei giorni. E la voglia di continuare a spostare in avanti il limite.

lamiastoria@scritte.blog