La mia cucciolina

La mia cucciolina

LA MIA CUCCIOLINA

La Storia

Questa storia cammina con i miei passi ed è  dedicata a mia figlia Mariaelena per il suo 18° compleanno.

Graziano Greco

Caselle in Pittari, 18 Dicembre 2021
Carissima figlia oggi è un giorno importantissimo della tua vita, papà ti augura tantissima felicità.
Per me sei e resterai la mia Cucciolina che si addormentava sul mio braccio, e anche se adesso sei cresciuta, ricordati che papà c’è e ci sarà sempre per sostenerti e stringerti tra le sue braccia.

PAPÀ

 

La mia Cucciolina è il nome che ho dato da piccola a mia figlia Mariaelena. Quando dormiva con me stava sempre con la testolina
sul mio braccio, non mi lasciava mai. Un’altra cosa che faceva sempre era prendermi il braccio sinistro e farmi dei massaggi dicendo cuscitella cuscitella.

Una figlia. Uno sbalordimento. Una perfezione. L’esperienza più nuova al mondo. Così piccola e così piena di segreti, capace di regalare ogni giorno nuove meraviglie. Ogni suo sorriso, ogni suo gesto è un incanto, ogni cosa è inattesa.

Il suo volto si illumina quando tu, proprio tu, entri nella sua visuale.
Le tue canzoni la deliziano, solo tu sei quella che la fa addormentare
a forza di carezze, che le fa allontanare le sue paure, che la porta dalle lacrime al riso. È così bella, così divertente, così vivace, così decisa. E ti ama con tutto il suo cuore. Grazie piccola mia.

lamiastoria@scritte.blog

 

Buon cammino principessa

Buon cammino principessa

BUON CAMMINO PRINCIPESSA

La Storia

Questa storia che cammina è dedicato a una principessa di nome Sofia Velia.

Giuseppe Jepis Rivello

Cara Sofia Velia, grazie per aver accettato la sfida.

Quale sfida? Quella di realizzare delle scarpe scritte con sopra una principessa disegnata da un’altra principessa.

Quando le indosserai ed anche quando il tuo piede diverrà abbastanza grande da riporle in un angolino, il tuo regno sarà nei tuoi occhi e i tuoi passi non conosceranno confini.

Quando le indosserai ricordati di correre dietro a tutte le farfalle del regno e di fermarti ad annusarne i fiori.

Quando le indosserai alza sempre la testa, sempre dopo aver guardato dove metti i piedi.

Fai buon cammino principessa, disegna i tuoi passi.

lamiastoria@scritte.blog

 

Passo dopo passo

Passo dopo passo

PASSO DOPO PASSO

La Storia

La mia storia cammina per arrivare ai più giovani, per dire loro che …

Rosanna De Pasquale

Questa storia racconta un’impresa familiare, Amato Team, che nasce alla fine degli anni 90 per iniziativa di Massimo Amato, papà di Giuseppe e Luca.
Con una lunga storia come operaio alle spalle, papà Massimo decide di investire i risparmi derivanti dai tanti anni di impegno e di sacrificio avviando una piccola impresa specializzata in lavori elettrici e idraulici a partire dal Vallo di Diano ma poi allargandosi all’intero Paese, soprattutto il Nord Italia.
Man mano che l’azienda è cresciuta ha ampliato le sue attività ed attrezzature, offrendo nuovi servizi come impresa di pulizia, edile, movimento terra, noleggio cestelli, industria boschiva e lavori per conto terzi.

La forza e dedizione di Massimo ha innescato nei figli, fin da giovani, il desiderio e la voglia di cimentarsi a loro volta nel mondo dell’imprenditoria. Nasce così un nuovo ramo dell’azienda nel settore agricolo, con a capo il primogenito Giuseppe ma supportato sempre dal papà fondatore e dal fratello Luca, ancora studente, nel tempo libero. 
In buona sostanza la mia è una storia che cammina sia perché attraversa diverse generazioni sia per gli ideali che intende trasmettere, a partire dall’importanza per i giovani dei sacrifici, della passione, dell’impegno e della capacità di relazione con il cliente. Perché funziona proprio così: ogni lavoro eseguito, ogni nuovo cliente, ogni cliente che dopo averci scelto ci risceglie, ogni nuova idea è fondamentale per portare avanti un’impresa, così come il coraggio di rialzarsi dopo qualche battuta d’arresto, ogni cosa serve per aumentare la nostra forza e la nostra voglia di continuare. 

Il desiderio è arrivare ai giovani, far crescere in loro il desiderio di provare, di rischiare e di mettersi in gioco per il loro sogno nel cassetto. Naturalmente ci rivolgiamo a tutti i giovani, ma in primo luogo a chi collabora, lavora, affianca in una impresa di famiglia. In questo senso, la storia è rivolta anche ai loro genitori, perché suggerisce di non porre limiti, di sostenere queste/i ragazze/i, di spronarti e accompagnarli in ciò che potrebbe sembrare un rischio ma che potrebbe essere una svolta per la propria vita. Del resto, se non si scommette sul proprio futuro non si saprà mai se ne sarebbe valsa la pena. 

Ecco, concluderei ribadendo che l’impegno, i sacrifici, l’amore per quello che si fa sono le penne con le quali scriviamo le nostre storie belle, le storie che ci ispirano, le storie che vale la pena far conoscere, le storie che ci danno la forza di continuare ogni giorno a percorrere la nostra via.

 

lamiastoria@scritte.blog

 

Qualcosa che resta nel tempo

Qualcosa che resta nel tempo

QUALCOSA CHE

RESTA NEL TEMPO

La Storia

Una  storia che cammina per raccontare qualcosa che resta nel tempo. Una storia che ispira, che organizza, che dà senso e significato, che tiene assieme quello che è stato, quello che è e quello che sarà.

Scritte per La Pietra Azzurra

Il primo passo l’ha fatto Michele Croccia, è lui il leader de La Pietra Azzurra e lui ha deciso che era venuto il momento che tutto il team, compreso Michele Jr. che nei giorni caldi dell’estate è stato addetto a piegare i contenitori di cartone per le pizze, scrivesse e condividesse una storia che cammina.
La decisione ha attivato il percorso creativo, che ha portato all’idea di incidere su ogni scarpa due frasi o gruppi di parole chiave: la prima frase, quella lato interno, uguale per tutti, sarebbe stato il messaggio del capitano al suo equipagaggio; la seconda, lato esterno, sarebbe stato il messaggio che ogni singolo componente del team, compreso Michele, voleva condividere con i propri compagni, con la propria comunità, con il mondo. Insomma se non ci avesse già pensato Alexandre Dumas per i suoi moschettieri, “uno per tutti e tutti per uno” sarebbe stato un buon titolo per questa storia. Michele però non è voluto essere da meno, ha ripreso uno dei pensieri chiave della sua vita e del suo lavoro e ha scelto la frase da condividere con il suo team: Qualcosa che resta nel tempo.  Il passo successivo è stato chiedere a ciascuna/o di scegliere in totale libertà la frase o le parole con cui voleva camminare.
Come accade di norma in questi casi, ognuna/o  lo ha fatto in tempi diversi, ognuna/o ha pensato, tutti hanno scelto e scritto la frase o le parole che meglio li rappresentavano, le potete leggere qui di seguito. 

Ricorda di osare sempre
Non mollare mai
Lasciati indietro il passato e vivi il presente
Pensa, Credi, Sogna, Osa
Vivi, Ama, Sorridi

Never give up
Resta, Sogna
Nankurunaisa: con il tempo, si sistema tutto
Generosità, Dono, Anima
Non si finisce mai di imparare

Qualcosa che resta nel tempo

LA PIETRA AZZURRA

Ecco, adesso che avete letto speriamo che vi siate meravigliati come ci siamo meravigliati noi dinnanzi a frasi e parole che stanno insieme come a formare un piccolo componimento con un proprio senso e significato, una sorta di piccolo manifesto da condividere dentro e fuori la propria comunità, i propri mondi.
Sembra incredibile eppure è vero, i pensieri e le parole hanno trovato il loro posto da soli, il solo piccolo aggiusto che abbiamo fatto  riguarda il tempo di una frase, che nell’originale era  “lasciarmi dietro il passato e vivere il presente”.
Se tutto questo significa poco o tanto ciascuna/o lo può decidere da sé, noi ci abbiamo visto un segno, una possibilità, un’occasione per ritornarci su e creare, raccontare e ricreare nuove storie di organizzazioni che camminano, storie che tengono insieme e creano link tra le persone, quello che sanno e che sanno fare, storie che indicano vie, storie che segnano il tempo, storie che colgono opportunità e le moltiplicano. 

lamiastoria@scritte.blog

 

Arnaldo e io

Arnaldo e io

ARNALDO E IO

La Storia

Mi piace passeggiare in montagna, mi piace conoscere il territorio, perciò la mia storia cammina per sentieri poco antropizzati, posti dove non vanno tutti, posti dove porto e trovo i molti io che sono, posti che mi fanno stare in pace con me stesso.

Arnaldo Iudici

Un po’ di me
Arnaldo Iudici, da Casaletto Spartano, 39 anni, cilentano militante. Due Lauree, una in Conservazione dei Beni Culturali e una in Scienze Naturali. Artigiano, Ricercatore, Conservatore, Divulgatore.
Sposato con Giuseppina e padre di Anna Lia e Carlo, le vere scoperte fatte finora.
Nella mia Bottega aggiusto cose e reinterpreto conoscenze artigianali antiche in chiave moderna.

Pirografia nel Cilento
Scultura nel Cilento 

La mia storia che cammina è racchiusa in questa conversazione, o per meglio dire in queste chiacchiere di bottega, che ho fatto con Vincenzo una bella mattina di Maggio 2021. Mentre parlavamo, seduti intorno all’ampio e rotondo tavolo di lavoro, ho realizzato due segnalibri in legno di ulivo che ho donato a Vincenzo e Jepis, perché io sono fatto così, per concentrarmi su una cosa ne devo fare anche un’altra, anche questo fa parte del mio racconto.
Finito il lavoro, avevamo immaginato di pubblicare, insieme al podcast, qualche estratto della conversazione in forma testuale, ma dopo averla riascoltata abbiamo cambiato idea, i singoli pezzi decontestualizzati è come se perdossero forza, rischiando di essere poco comprensibili o, peggio ancora, di apparire banali, e così abbiamo deciso di lasciarvi all’esperienza dell’ascolto senza ulteriori complicazioni.
Vincenzo dice che ne vale la pena. E, alla fine, anche io con lui.
Per finire, due parole sul titolo della mia storia. Con Vincenzo a un certo punto ci eravamo convinti di intitolarla Siam Molti, come la bellissima poesia di Pablo Neruda, ne parliamo anche nella nostra chiacchierata ma in ogni caso la potete leggere qui. Poi invece, ritornandoci su, ci è piaciuto di più Arnaldo e io, come a sottolineare non solo la molteplicità, il polimorfismo, che mi caratterizza, ma anche la complessità, il mio essere doppio che talvolta diventa confusione e persino incertezza, ma mai ambiguità. Sì, il mio titolo è proprio Arnaldo e io, buon ascolto.

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L’amor che move il sole e l’altre stelle

L’amor che move il sole e l’altre stelle

L’AMOR CHE MOVE IL SOLE E L’ALTRE STELLE

La Storia

La mia storia cammina perché è una storia che parla semplicemente di amore, amore che continuerà nel tempo, oltre ogni cosa. L’amore che lega con il suo filo rosso me e Nicola; l’amore che racconta che ci siamo scelti e abbiamo deciso di affrontare insieme i giorni di sole, le nuvole e anche i temporali, ma sempre insieme; l’amore dal quale è nata la nostra Margherita.

Annamaria Fasano

Un po’ di me
Ciao, sono Annamaria, ho 32 anni e abito a Caselle in Pittari da 3, cioè da quando mi sono sposata con Nicola, perché le mie radici stanno a Ciolandrea, a San Giovanni a Piro.

Perché iniziare con l’ultimo verso del Paradiso e della Divina Commedia di Dante Alighieri? Perché credo fermamente che tutto si muova grazie all’amore, che sia per un compagno, per i figli, per uno sport, per il proprio lavoro o qualsiasi forma di amore che ti fa trovare la forza ogni giorno per affrontare la vita.
L’idea nasce dall’amore che muove tutto questo dono speciale per la piccola​ Margherita, per me e per mio marito Nicola in occasione del primo compleanno della nostra bimba.​

Si dice che quando nasce un bambino nascono anche una mamma e un papà, ed è per questo che ho scelto di farci questo regalo, perché Margherita ci ha regalato una seconda vita.

Io e Nicola ci siamo conosciuti circa 15 anni fa, quando lui è arrivato nella mia classe alle superiori, ma stiamo insieme da quasi 7 anni, per la precisione il 2 novembre sono 7 anni, che data particolare, forse dovevo capire tutto da lì.

La nostra storia non è stata sempre facile, anzi, è iniziata molto male ed è iniziata per caso,​ ho avuto la caparbietà di stare ad aspettarlo per quasi un anno prima che il nostro rapporto partisse per bene, il fatto è che Nicola mi aveva colpito dal primo giorno, quando arrivò in classe e esordì con una scena di uno sketch di Alessandro Siani tratto da “l’ultima cena”.
Mio marito è una persona che ha un mondo dentro di sè che non lascia scoprire da nessuno e che nasconde dietro il suo carattere forte e le sue risate.

Ci siamo sposati 3 anni fa e da allora ho deciso di seguire Nicola in giro nei suoi viaggi: partivo con lui 3 settimane al mese e lo assistevo nel lavoro qui a casa. Perché lo facevo? Perché come ho detto prima per me l’amore muove tutto. Sì, l’ho fatto per amore, perché odio la lontananza, per passare più tempo possibile insieme a lui, per vedere da vicino il suo lavoro, dal qualche ho capito molte cose, per viverci. E un po’ anche perché la lontananza l’ho già vissuta perché ho un papà che fa il camionista da circa 27 anni (io ne ho 32), un papà che partiva la mattina o la notte o in qualsiasi momento arrivasse la telefonata e tornava chissà quando, a volte dopo 30-40 o più giorni.​ Non esistevano Natale, né compleanni, né recite. Del resto il lavoro è lavoro, mio padre l’ha fatto per la famiglia ed è grazie a lui se io, mia madre e mia sorella abbiamo quello che abbiamo oggi. Il primo a soffrirne, in silenzio e da solo, era lui.

Nicola per fortuna fa un altro tipo di lavoro, sta fuori ogni settimana per 5 o 6 giorni, dopo di che torna e sta a casa 2 o 3 giorni prima di ripartire e una settimana al mese si ferma.
Ho scelto di aiutarlo in quello che fa non solo per stargli vicino, ma perché Nicola ama il suo lavoro, lo vedo soddisfatto e fiero quando riesce a far felici i suoi clienti e per me questo è una cosa grande.

Tutto questo prima che un anno fa arrivasse lei, Margherita, e con lei la nostra vita ha subito una scossa, è cambiata totalmente.
Ora lavoriamo insieme da casa quando Nicola è qua, mentre quando lui parte io un pò lavoro per lui da casa e un po’ tanto faccio la mamma.

La nostra Margherita è un amore che non si può spiegare a parole, è quell’arcobaleno che ti appare nei giorni di pioggia, è quell’uragano che ti travolge e tu sei felice di farti trasportare, è quel filo che anche se siamo lontani fisicamente tiene me e Nicola uniti nell’amore e che ci fa sopportare la lontananza.

Ho voluto regalare queste #scarpescritte a noi tre perché è un regalo unico e particolare che nonostante la lontananza ci terrà sempre insieme, perché le scarpe sono la base per poter uscire di casa e andare a vivere la vita e perché volevo ringraziare Nicola e Margherita per il fatto che mi riempieno il cuore con qualcosa che rimanesse per sempre.

Auguro a Nicola di avere sempre la forza per affrontare la vita e per perseguire suoi obiettivi. Gli auguro tempo, ma non per affrettarsi a correre, tempo per essere contento.

Auguro a Margherita di essere serena e di vivere la vita sempre sorridendo e avendo rispetto per te stessa e per gli altri, perché in questo modo potrà affrontare qualsiasi cosa la vita le darà, in qualsiasi parte del mondo vorrà camminare.

Con tutto l’amore che ho, grazie, da parte di “mamma” Annamaria.

lamiastoria@scritte.blog