Quello che so sull’amore lo scoprirò nel prossimo passo

Quello che so sull’amore lo scoprirò nel prossimo passo

QUELLO CHE SO SULL’AMORE

LO SCOPRIRÒ NEL PROSSIMO PASSO

(LETTERA IGNORANTE A DUE GIOVANI SPOSI)

La Storia

Questa lettera è per Martina e Giovanni. Per il loro matrimonio. Per la loro vita. Affinché ricordino oggi ed ogni giorno che sull’amore c’è poco da sapere e tanto da camminare.

Giuseppe Jepis Rivello

Un po’ di me
Ho 33 anni e sono un artigiano al servizio delle Storie. Vivo con la mia famiglia nel Cilento, a Caselle in Pittari, dove ho creato Jepis Bottega.  Creo e realizzo contenuti per innovare, immaginare nuovi scenari, raccontare idee e storie delle piccole imprese, progetti culturali e sociali.

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Quello che so sull’amore lo scoprirò nel prossimo passo
Lettera ignorante a due giovani sposi

Ragazzi perdonatemi le approssimazioni contenute in questa lettera ma sono un ignorante, lo sono perché ancora dell’amore non so nulla, perché aspetto sempre il prossimo passo per imparare qualcosa di nuovo e puntualmente mi ritrovo ignorante, quasi come al primo giorno, non di matrimonio che avete capito? Proprio ignorante come il giorno in cui mi sono innamorato per la prima volta.

Eppure ne ho ascoltate di belle parole sull’amore, ma non ho imparato nulla.

Sposarsi è un po’ questo, sapere di non sapere nulla sull’amore e avviarsi verso un cammino, una passeggiata, fatta di salite, falsopiani, discese, meravigliosi paesaggi e muri contro i quali trovare una strada alternativa.

Ecco se però devo lasciarvi una cosa vi lascio un invito. Camminate, non fermatevi, anche quando rimanete fermi a parlare, meglio camminare sempre, mai perdere il ritmo e vedrete che passo dopo passo l’amore viene. Si ok, sempre ignoranti rimanete ma almeno avrete camminato l’amore. Si lo so che adesso direte che sono pazzo, ma provate ad immaginarlo un amore che sa tutto e che magari se ne sta pure fermo e immobile.

Un amore che ad ogni passo sa dove porterà il passo successivo, che sa quello che succederà il giorno dopo, che sa sempre quello che piace e quello che non piace, quello che è giusto e quello che è sbagliato. Non è amore. È amore che sa troppo e quindi non è amore. Mi dispiace, ma questo lo non dico io, me lo disse un vecchio che leggeva romanzi d’amore.

Siate meravigliosamente ignoranti in questo cammino
Siate degli ignoranti meravigliosi
Siate l’una il prossimo passo dell’altro
Siate l’uno il passo precedente dell’altra
Camminate insieme. 

lamiastoria@scritte.blog

 

Sii il tuo perché

Sii il tuo perché

SII IL TUO PERCHÈ

La Storia

La mia storia cammina perché siamo reciprocamente il fuoco e il tizzone
che la alimenta.

Mattia Ippolito

Un po’ di me
Ho 21 anni e racconto di libri, storie e luoghi fantastici con la testa sempre altrove.

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Sii il tuo perché 

Credo che la mia storia cammini perché io sono lei e lei è me.

Vorrei che la mia storia insegnasse a vivere a pieno la vita che abbiamo, ambendo al più alto livello possibile e costituendo un modello da seguire per gli altri.

Vorrei che la mia storia arrivasse a chiunque abbia bisogno di un po’ di motivazione, di un perché a cui appellarsi nei momenti di sconforto.

Vorrei che continuasse ad arrivare e tornare da me per sempre.

Mattia Ippolito

I CAN DO ALL THINGS

REMEMBER WHY YOU STARTED

HERE FOR A GOOD TIME, NOT A LONG TIME

lamiastoria@scritte.blog

 

All things are ready if our minds be so

All things are ready if our minds be so

ALL THINGS ARE READY IF OUR MINDS BE SO

La Storia

Ho scritto questa storia che cammina perché penso che sarebbe bello venisse fuori il coraggio di essere sé stessi.

Davide Metitieri

Una delle mie passioni, faro della mia esistenza accademica e non, è William Shakespeare, e questo spiega il titolo della mia storia, da Henry V, che per la verità fino all’ultimo è stato in ballottaggio con una frase del Macbeth, Fair is foul and foul is fair.

In realtà la mia storia cammina su un doppio binario formato proprio da queste due citazioni, che metaforicamente si può tradurre così: 

Coraggio e resilienza. Evoluzione nell’affrontare le prove della vita, sin dalla tenera età, con anima guerriera;  ho perso mio padre, figura influente ed energica, quando avevo 15 anni.

Mente aperta e sensibile. È spesso attraverso percorsi tortuosi che si possono cogliere le sfumature poliedriche di persone ed esperienze, se non ci si ferma alla superficie ci si rende conto che nel bello c’è il brutto e nel brutto c’è il bello, e lo stesso accade con il buono e il cattivo, e il giusto e lo sbagliato. Detto in altro modo, mi piace pensare alla sensibilità come forza e non debolezza in un epoca individualista.

Penso che sarebbe bello che, soprattutto in questa epoca buia, il coraggio di “essere” se stessi, veri, fuori da convenzioni o utilitarismi divenisse pratica comune utile al progresso di una società che appare invece sempre più incatenata in finzioni funzionali.

lamiastoria@scritte.blog

 

Quando la tua anima è pronta

Quando la tua anima è pronta

QUANDO LA TUA ANIMA È PRONTA

La Storia

La mia storia, la mia esperienza e il mio dolore voglio donarli a Sofia e Matilde e a tutte quelle coppie che hanno vissuto o stanno vivendo lo
stesso dolore che ho vissuto io.

Elena Ricciarelli

C’è una citazione che per me ha un significato non solo di rinascita ma di continua evoluzione delle emozioni e dell’anima umana, è tratta dall’Enrico V di William Shakespeare: Quando la tua anima è pronta lo sono anche le cose.
Perché ho scelto proprio questa frase? Perché la storia che porto sulle spalle è una storia di accettazione, di dolore, di coraggio e di rinascita.

Sei anni fa ho perso le mie due gemelle, una è nata morta, l’altra è morta dopo dieci giorni dalla nascita. Da quel momento si apre un periodo di tempo molto lungo dove ho imparato ad accettare la morte come parte stessa della vita, a convivere con un dolore profondo e lacerante per la perdita di due figlie.

Ci vuole coraggio per attraversare il dolore, per vedere il mondo con occhi diversi, per affondare e riemergere, per non trovare più quelle persone che fino al lutto si dichiaravano amiche e per trovarne altre che ti arricchiscono più delle vecchie conoscenze.

E così che rinasci, con un bagaglio pesante da portare sulle spalle, con qualche ruga e il fisico appesantito ma, almeno nel mio caso, con la meraviglia negli occhi, con una nuova voglia di viaggiare e di sognare perché in fondo la vita è dura ma ti regala grandi cose se solo le sai cogliere.

CITAZIONE
I tuoi figli non sono figli tuoi. Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.
Kahlil Gibran

 

lamiastoria@scritte.blog

 

Di lavoro, amicizia e rispetto

Di lavoro, amicizia e rispetto

 DI LAVORO, AMICIZIA

E RISPETTO

La Storia

Questa storia è dedicata al mio amico
Giorgio Bortolotti.

Michele Rivello

Nelle nostre vite ci sono cose che cambiano e altre cose che invece no.

Cambiamo noi, cambiano le esperienze che facciamo, cambia la maturità e il modo con cui le affrontiamo, cambia il tempo che condividiamo con la famiglia, gli amici, le persone a cui vogliamo bene e tanto altro ancora.
Il senso di amicizia e di rispetto per alcune persone che incontriamo, e con le quali percorriamo tratti del nostro cammino, invece non cambieranno mai.

Persone come te, caro Giorgio, persone con le quali abbiamo condiviso e condividiamo i giorni e il lavoro, persone unite da un’amicizia e un rispetto profondi e discreti, di quelli che non confondono i piani, non travalicano i confini, e da questa distinzione trovano ulteriore spunto per radicarsi e rafforzarsi.

michele rivello

lamiastoria@scritte.blog