I MIEI FIGLI
LA MIA VITA

La Storia

Questa storia cammina insieme a tutti alle mamme e ai papà che desiderano un figlio e non hanno ancora realizzato il loro sogno.

Antonietta Iodice

 

Essere genitore è il mestiere più difficile al mondo: quando ti nasce un figlio, nessuno ti dà il libretto di istruzioni. L’unica cosa che hai a disposizione per aiutarti è l’educazione che hai ricevuto a tua volta dai tuoi genitori, e dovrai decidere cosa farne: imitarla, implementarla o rovesciarla del tutto. Perché a volte i genitori sbagliano ed è anche grazie a questo che cresciamo.

A tutte le donne che un figlio lo desiderano, ma non hanno ancora realizzato il loro sogno.

A chi sta aspettando di riempire il suo nido vuoto e trema solo al pensiero di sentirsi chiamare “mamma”.

A chi già immagina le sue scarpine, la sua bocca sporca di gelato, le mani da prendere e non lasciare più, gli angoli da riempire con i suoi giochi, le storie da leggergli e le torte da preparare.

A chi ne sente l’odore di bambino, la presenza, prima ancora che ci sia.
A quelle che lo stanno cercando, ovunque, e seguendo ogni strada possibile.

A chi si affida alla natura e calcola il periodo migliore, le strategie, segue i consigli che vengono da ogni dove.

A chi ha comprato più di una volta i test di gravidanza, al primo giorno di ritardo del ciclo, aspettando di vedere apparire quelle linee che sono tutto o niente.

A chi è entrato nel tunnel della fecondazione assistita, che spesso sembra non avere fine e ti cala in un circuito di speranze, attese, esami, interventi, laboratori.

A chi non si scoraggia, ritenta ancora e trattiene il respiro quando deve sentire al telefono l’esito dell’ennesimo esame, il livello di beta hcg, per sapere se c’è quell’ormone che indica la vita.

A chi non ha più lacrime e sente che si chiude ogni strada ma non si arrende, si informa, studia, diventa più informato di un luminare in tecniche di PMA.

A chi prende la strada dell’adozione, perché è tanto l’amore che ha da dare,
e non si lascia spaventare dai tempi della burocrazia, dagli esami che gli faranno come aspirante genitore.

A chi sente che c’è già qualcuno che la sta aspettando, da qualche parte, nel mondo. E deve solo essere trovato.

A chi aspetta solo di abbracciarlo, un figlio, di rimanere a fissarlo mentre dorme,
perché ora che c’è non esiste la notte.

A tutte queste persone voglio che arrivi il mio messaggio in bottiglia ed auguro che quel momento arrivi, quello della vita che restituisce, che aggiunge amore al vostro amore. In qualsiasi modo avvenga. 

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