OHANA

La Storia

Questa scarpa è stata immaginata per raccontare i passi della mia famiglia e condividerli con tutte le famiglie, in particolare con quelle che, per ragioni di lavoro, conoscono il peso della lontananza. 

Teresa Rivello

 

Un po’ di me
Sono Teresa Rivello, sono nata e vivo da sempre a Cip,  Caselle in Pittari. Sono diplomata all’istituto tecnico Leonardo da Vinci di Sapri e sono sposata da due anni con Felice Citera. Dal nostro amore è nato Michele e tra qualche mese diventerò di nuovo mamma.

Il significato di questa parola è famiglia, famiglia per me vuol dire restare uniti in qualunque circostanza, significa tornare a casa e trovare la quiete dopo la tempesta, significa sostenersi e restare insieme nonostante la distanza e le difficoltà.

Ho deciso di scrivere questa storia che cammina per mio marito, perché lui è stato ed è per me e per mio  figlio il nostro porto sicuro, proprio come noi lo saremo sempre per lui. Ho deciso di scrivere questa storia perché mio marito viaggia molto a causa del suo lavoro e ho voluto ricordargli che ovunque andrà noi saremo sempre insieme a lui. Mi rendo conto che le mie  parole possono sembrare scontate, ma per me la famiglia è proprio questo, la possibilità di non sentirsi mai soli anche quando sei a mille chilometri di distanza.

Ad essere sincera le sensazioni che provo quando parte mio marito non sono nuove per me, le ho vissute e gestite nel migliore dei modi già con mio padre. Però per il proprio compagno di vita è diverso,  fin quando non ci sono stati figli ho reagito bene, mi sono convinta che la lontananza fortifica i rapporti belli come il nostro, ma da due anni a questa parte Qualcosa è cambiato, e ogni volta che riparte mi ritrovo a fare i conti con tanta tristezza e preoccupazione. 

Da qualche tempo anche nostro figlio, che ha quasi 2 anni e mezzo,  ha iniziato a percepire la mancanza del suo papà; anche se lo sa pure lui, glielo ripeto mille volte, che è lontano per lavoro, che lo fa soprattutto per lui e per noi, il fatto di saperlo non basta. Per quanto mi riguarda, non smetterò mai di ringraziare il mio Felice, perché so che anche per lui non è semplice. 

Il giorno più bello della settimana è sicuramente il Giovedì, quando finalmente il suo Papà ritorna e  negli occhi di mio figlio vedo la felicità di chi ha appena ritrovato il suo supereroe, e il mio cuore nel vederli così si riempie di felicità e di tranquillità.

Naturalmente avere un marito e un padre che lavora in giro per l’Italia ha anche degli aspetti positivi, come quando abbiamo deciso di fargli una sorpresa e siamo andati a trovarlo a Milano. È stato proprio lì, in quella che per me è una delle più belle città d’Italia, che il nostro piccolo Michele ha mosso i suoi primi passi.

Questa mia storia cammina perchè ho voluto rendere omaggio ai sacrifici che mio marito ha fatto, fa e farà per la sua famiglia e per ricordargli che in qualunque posto lui andrà non sarà mai solo.

Vorrei che  arrivasse dritto al cuore di tutte quelle persone, papà o mamme che siano, che soffrono ogni volta che ripartono. Vorrei che arrivasse al loro cuore per dire loro che la famiglia è anche e soprattutto questo, il porto sicuro in un mare in tempesta, il posto in cui troveremo sempre qualcuno ad aspettarci.


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